The Last Guardian – Cinque motivi per giocare all’ultima fatica di Fumito Ueda

L’E3 2016 ci ha regalato una data d’uscita che in tantissimi stavamo aspettando, ovvero quella di The Last Guardian, terzo gioco del Team ICO e ideato da Fumito Ueda che fu presentato una volta su PlayStation 3 e dopo essere scomparso per anni ha fatto il suo ritorno lo scorso anno, sempre alla kermesse losangelina come esclusiva per PlayStation 4.

Tramite il PlayStation Blog gli sviluppatori ci parlano dei cinque motivi per cui giocare a The Last Guardian:

1. Le parole sono un’arma

Un narratore si innamora facilmente delle proprie parole mentre racconta una storia, ma Ueda-san crede che a volte convenga lasciar parlare le immagini, specialmente visto che il ragazzo e Trico non parlano la stessa lingua.

“Possono comunicare soltanto a gesti, movimenti e reazioni, quindi la narrazione grafica è stata l’approccio migliore per realizzare e mostrare il racconto”, ha spiegato.

“Io cerco sempre di convogliare emozioni umane usando la tecnologia, ma in questo caso mi è sembrato che il modo migliore di esprimere una varietà di emozioni ed espressioni fosse tramite un animale.”

2. …ma non abbiate paura di usare le parole quando servono

Pur essendoci una forte enfasi sulla narrazione visiva, The Last Guardian aggiunge qualcosa che non è presente in nessun altro titolo di Team ICO. “All’inizio del gioco usiamo la voce fuori campo del ragazzo, da adulto” spiega Ueda-san. “Ci aiuta a offrire un senso del contesto laddove gran parte della comunicazione è non-verbale e serve ad avvicinare il giocatore al ragazzo, perché può avere accesso diretto ai suoi pensieri. Inoltre ci offre un modo naturale di dare consigli, informazioni e spiegazioni al giocatore.”

3. Perfetta simbiosi tra giocatore e protagonista

Del co-protagonista umano di The Last Guardian non conosciamo il nome, ma esistono altri modi per far avvicinare il giocatore a questo personaggio. “Uno dei miei momenti rivelatori preferiti del gioco è quando il ragazzo sta cercando di spiegare qualcosa a Trico e finalmente ci riesce”, racconta Ueda-san. “Questo lega non solo i personaggi, ma anche il giocatore perché prova lo stesso senso di realizzazione del ragazzo.”

“Volevamo anche offrirvi qualche retroscena in più sulla storia del ragazzo rispetto a ICO e Shadow of the Colossus.”

 

4. Salva il gatto!

Se avete studiato cinema, probabilmente avete sentito parlare della regola “salva il gatto”, termine reso popolare dallo sceneggiatore Blake Snyder che consiste in una tecnica per cui il protagonista della storia fa qualcosa per accattivarsi la simpatia del pubblico. E la prima cosa che The Last Guardian vi chiede di fare è di estrarre due lance spezzate dal corpo del povero Trico, mettendo immediatamente nelle vostre mani l’origine del loro importante rapporto.

“Lo sviluppo del loro legame è il tema fondamentale del gioco” spiega Ueda-san. “Ma la grande differenza tra questo e il rapporto in ICO e Shadow of the Colossus è che c’è una dinamica ancora maggiore tra il ragazzo e Trico. Fin dal primo momento, il ragazzo non sa con certezza se Trico sarà un amico o un nemico, e il giocatore deve cercare subito di colmare quel divario comunicativo.”

“Ma al posto del rapporto più diretto che abbiamo visto in ICO e Shadow of the Colossus, qui osserveremo gli alti e bassi drammatici della loro relazione…”

5. I nemici non sono soltanto ostacoli

I nemici spaventosi di ICO e Shadow of the Colossus spesso rispecchiano i forti temi dei racconti di Ueda-san ed è per questo che sono piuttosto unici nel loro genere rispetto agli altri giochi di azione e avventura. Quindi, che cosa rappresentano i nemici di The Last Guardian? “La collaborazione”, risponde Ueda-san sorridendo. “Il ragazzo non possiede capacità di combattimento, quindi dovrà collaborare con Trico per superare le minacce.”

“Con ICO ci eravamo concentrati di più sugli enigmi per salvare la principessa Yorda e in Shadow of the Colossus avevamo concentrato l’azione del giocatore sulla sconfitta a tutti i costi dei colossi. Con The Last Guardian abbiamo esaminato l’evoluzione del rapporto tra il ragazzo e Trico e le sfide che si ripresentano mentre cercate di svelare i misteri del gioco. Ma abbiamo conseguito molto anche nei momenti più tranquilli della storia e senza queste pause più pacifiche probabilmente non saremmo riusciti a raggiungere la portata e la varietà del loro rapporto, né tanto meno i momenti decisivi.”

Sicuramente assisteremo a molti altri esempi della storia commovente di The Last Guardian, ma nel frattempo Ueda-san vi sfida a rivedere il trailer dell’E3 2016 e ad esaminarlo attentamente.

“Ci sono tantissimi piccoli dettagli nascosti in questo trailer, quindi osservatelo da vicino e potreste notare una serie di cose di cui non abbiamo ancora parlato…”

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