X-Men: Giorni di un Futuro Passato

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Alla fine il gran giorno è arrivato, ieri è stata la prima di X-Men: Giorni di un Futuro Passato (Days of a Future Past) ed è stato lecito, soprattutto dopo l’incredibile gradimento del primo film di questa “nuova trilogia”, X-Men: Le origini, fiondarsi in sala per la visione del suddetto lungometraggio. Il tema principale di questo film, come gli altri sei già usciti, è la discriminazione in cui vivono i mutanti in quanto diversi ed ormai sempre più vittime delle angherie e dei piani dell’umanità per cercare di debellare questo “stadio evolutivo” rappresentato da questa razza.

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Il futuro è già passato

E dopo una prima trilogia, che “sdoganato” il nuovo fronte dei cinecomic grazie a quei film che sono stati apprezzati da moltissimi spettatori e critici, siccome non c’era la possibilità di raccontare una nuova storia, si è scelto di cambiare il punto di vista. E così dopo l’effetto déjà vu, basato sulle Sentinelle, ovvero delle macchine senzienti costruite con lo scopo di sterminare i mutanti e coloro che sono in possesso di geni che possono procurare in futuro una dinastia mutante ecco che gli attori della prima trilogia fanno il loro ritorno. Magneto (Ian McKellen) e il Professor X (Patrick Stewart) fanno il loro ritorno accompagnati da Tempesta (Halle Berry) e dall’immortale Wolverine (Hugh Jackman) che stanchi di nascondersi decidono che è arrivato il momento di porre rimedio a questa persecuzione nei loro confronti. Per compiere questa missione gli X-Men decideranno di spedire la coscienza di Wolverine indietro nel tempo. Infatti non sarà un vero e proprio viaggio nel tempo, come siamo da sempre abituati, ma solo una questione mentale. La destinazione saranno gli anni 70 e il compito del più famoso tra gli X-Men sarà quello di convincere i giovani Charles Xavier (James McAvoy) e Eric Lehnsherr (Michael Fassbender) a fermare l’avvenimento che porterà alla costruzione delle temute macchine distruttive.

Dopo aver descritto brevemente l’incipit narrativo del film, su cui non si vuole approfondire troppo causa spoiler, bisogna passare a parlare dello svolgersi del film che sotto questo punto di vista riesce ad affascinare lo spettatore con questo bilico tra realtà e finzione attingendo dalla tumultuosa storia degli Stati Uniti di quegli anni, ovvero il post Crisi di Cuba e la guerra in Viet Nam.

Bryan Singer con questo film ha deciso di tornare alle origini, soprattutto dopo la direzione di alcuni film abbastanza controversi come: Il cacciatore di giganti e Superman Returns, decide di adottare un tipo di regia abbastanza ambiziosa riuscendo a far coesistere le due diverse generazioni permettendo un perfetto incastro grazie ad una narrazione che inaspettatamente riesce a rimanere in piedi, salvo alcuni piccoli dettagli che vengono spiegati molto di sfuggita. Ottima anche l’importanza data ad ogni singolo attore senza strafare e rischiare di abissare qualche personaggio in favore di altri anche grazie ad attori come Jackman che è ormai in simbiosi con Wolverine, Fassbender e McAvoy che riescono a rendere bene i giocavi Professor X e Magneto e si confermano come i giusti eredi di McKellen e Stewart, Jennifer Lawrence è carismatica al punto giusto nei panni di Mystica e tutti gli altri attori, tra cui spicca naturalmente Peter Dinklage riescono ad interpretare in maniera egregia il loro ruolo, anche grazie ad un ottimo doppiaggio italiano. Ultimo ma non ultimo non bisogna dimenticare anche della presenza di un personaggio che qui viene reintrodotto, e anche giustamente vista la sua presenza nel secondo The Avengers, ovvero Quicksilver,interpretato da Evan Peters.

Tirando le somme X-Men: Giorni di un Futuro Passato, o X-Men: Days of a Future Past, è un film bello, molto molto bello, degno successore de “Le Origini” e che riesce a riscattare di gran lunga il brand dei mutanti dopo il mezzo flop dal nome Wolverine: L’immortale. Complimenti anche alla scelta per la scena finale dopo i titoli di coda che riesce già a proiettare lo spettatore a quel X-Men: Apocalypse che vedrà la luce in un forse troppo lontano 2016.

GIUDIZIO FINALE
8    Voto totale

Personaggi ben congeniati e equilibrati sullo schermo | Intreccio narrativo che soprende | Preparatevi a raccogliere il metto da terra in alcune scene

Forse alcuni passaggi sono spiegati troppo di sfuggita e meritavano un maggiore approfondimento

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Giorgio Tiretti
Autore: Giorgio Tiretti Guarda tutti i post di
Gamer ma soprattutto Retrogamer di professione. Nasco videoludicamente all'età di 3 con il NES in bundle con Super Mario Bros e Duck Hunt. Amo anche Musica, Anime e Fumetti (sia orientali che occidentali), Film e Telefilm.
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